lunedì 5 maggio 2014

LA PROMESSA DI UN PESCATORE



Non sono poeta ma amo i ricordi di pescatori.
Bloccare i sentimenti in lineamenti e colori,
 per me ogni volto è una promessa da mantenere.

Promessa di odio, di vendetta di qualcosa da realizzare.
O qualcosa di esistente come l’universo, oppure il mare.
Ma anche struggenti storie d’amore da ricordare.

NON SONO UN POETA MA AMO RICORDARE

Ho mantenuto le mie promesse e le manterrò,
e tu lo sai giovane anziana donna dai capelli canuti ….
…..solo la tua pelle fa sì che tu sembri invecchiata

 MA I RICORDI E IL TUO CUORE NO

Giovane ragazza calabrese, una volta dai capelli mossi,
dalla brezza del mare.
Attendevi impaurita ma fiduciosa il mio ritorno.
Per abbracciarmi e lì sulla spiaggia o fra le rocce fare all’amore.

Io tuo amante giovane  pescatore dalle mani solcate dallo strofinio
di funi di canapa intrecciata che ancorava , legata a un ferro appuntito
a forma di cuore, un fragile legno bicolore ma resistente come fu il nostro amore.

Unica barca sbattuta dai flutti, onde di una vasta burrascosa.
Distesa di mare che all’occhio umano scompare  solo all’infinito
Un pauroso profondo, struggente, immenso bacino
Del cui fascino, noi esseri umani  non ne siamo di certo immuni.
Se ti ricordi dopo aver fatto all’amore fra bianche e profumate grezze lenzuola di cotone ,
Profumo di semplice blocco di bruno sapone, il mio impegno

MANTERRO’ LE MIE PROMESSE

La mostri orgogliosa, collana dorata, anelli fra loro intrecciati.
Biancheggianti, sfere unite fra loro con un filo invisibile.
Sono i tuoi capelli canuti

Perlacee sfere, raccolte negli antri di abissi profondi, fra le alghe.
Là dove la pressione ti stringe il torace levando ogni respiro.
Contrastata  dalla velocità dei battiti cardiaci in aumento.
Felice contrazione in attesa del ritorno e di quell’appassionante momento, stanotte amore mio! .

Non servono ornamenti di preziosi metalli attorno al tuo collo.
Anelli intrecciati fusi dal sole fra le vie della vecchia affascinante.
città su quel pendio, scalinate di pietra portoni di quercia,
un lavabo e il nostro nido d’amore .

IO SONO  IL TUO PESCATORE O CARA MIA BELLA

Per me ogni perla è una poesia emessa dal tuo candido sorriso,
Sono verbi o parole che ho raccolto come esperto pescatore.
ti ho trattato come una regina seppur povera di danaro ma ricca d’ardore
Una perla alla volta, a te donata
Una promessa  sempre da me mantenuta.

MANTERRO’ COME SEMPRE HO FATTO LE MIE PROMESSE

Scenderò nella profondità degli abissi nelle acque agitate
Fra i flutti che si abbattono sulla scogliera, turbinose acque,  mosse  dal vento di ponente
Per raccogliere altre candide perle
Che diverranno, unite da un filo invisibile per donarti il perso sorriso,
Il riconoscimento più dolce alle mie temerarie imprese,

LA TUA PROMESSA FATTA MANTENUTA PER SEMPRE


®©Mario Italo Fucile

domenica 4 maggio 2014

POETA NOSTALGICO CANTORE



La poesia non è altro che un cantico d’amore, una nostalgica voglia d’infinita dolcezza.
E’ il grido disperato di chi ha perso ciò che ritiene la sua unica salvezza
Un’ancora nel burrascoso mare del dolore.

Sì il verseggiatore è un naufrago che annaspa fra le onde gigantesche.
Di un oceano pieno solo di grande amarezza. Le onde lo trascinano lontano verso terrificanti e lontani meandri che si aprono nella sua mente, abissi profondi e oscuri ….
….In cui si teme costantemente d’affogare nella solitudine dei giorni più duri…

Il Cantatore nostalgico cerca con fatica un qualcosa di sicuro e compatibile, alimento e dipendenza, di cui non riesce più a rinunciare.
Proprio come un pescatore che adora il suo mondo generoso, quello del mare.
Ma il più delle volte in maniera sconvolgente e insostenibile.

Una figura conosciuta, una voce calda, un abbraccio anche se non sincero è meglio di niente…….
Il poeta è una persona che non vuole muoversi con grazia per imparare
nell’acqua di una piscina, e neppure fra le onde calme del nostro amare.
Annaspa, muove affannosamente le braccia e le gambe disperatamente.

Ingoia acqua salata, prega si dispera chiamando quel nome oramai non più degno,
Ti prego, supplica “ mio adorato amato carnefice, vienimi presto a salvare”.
Sogna colui che in quel luogo la condusse con un minuscolo scafo di legno.
Tinto di due soli colori, il bianco delle nuvole e il blu degli abissi del mare.

Preferisce l’oblio piuttosto che rammentare così tanto dolore.
Quando sguazzando felice appoggiata a una ciambella a forma di cuore.

Costui girò la prua e si diresse verso altri lidi, fingendo di non sentire.
Le grida che dal suo petto uscivano, dirette in cielo, strazianti,
Non restò altro che con soavi imploranti frasi d’amor questa sofferenza poter lenire.
Ma lui non ci sente , allora non  si girò, ed ora legge e continua ad andare avanti.


®©  Mario Italo Fucile


venerdì 2 maggio 2014

HO RITROVATO UN’AMICA






Ho ritrovato dopo anni un’amica
Eravamo bambini, correvamo fra l’erba degli stessi prati, fra i monti.
Un’amica veramente speciale di quelle che ne trovi a fatica.
Insieme di gocce di profumata rugiada, come i suoi magnifici racconti.

Un’amica nel cui petto trasportava un prezioso grande baule chiamato.
Con un sostantivo diverso con il vero nome “CUORE.”
Una donna che ama donare a tutti ,se stessa, e il suo dolore.

Quante volte fra i prati o nei boschi ci siamo teneramente abbracciati.
E da pargoli innocentemente anche sulle guance, baciati.
Una nostalgia che provo tuttora nell’anima, vecchia cicatrice d’alienazione.
Perché nella vita tutti , sappiamo, abbiamo perso una grande occasione.

IL VERO AMORE.

Ho trovato un’amica, quanti anni ormai sono passati, inutilmente.
Ci ha separato un bivio, una doverosa scelta a un incrocio.
Ma il fato si sa non è nelle mani lo sapevamo e sorridevamo ugualmente.
Ci siam salutati  sorridendo sotto il sole o con il cielo coperto  senza mai un cruccio.

Cirri passati e sempre dalla pazienza e dall’affetto sostituiti.
Sfuggendo da loro con la forza dell’anima, ma mai impauriti,
Paure nascoste nel nostro CORE ,
Dubbi condivisi , intense paure di perdere l’amore.

Ho ritrovato un’amica forse in età già avanzata. E col capo canuto.
Se avessi smesso negli anni di correre con la fantasia tutto ciò non sarebbe avvenuto.
Lei ha percorso silenziosamente poetando messaggi malinconici per la sua strada,
La mia inopportuna infantile  consapevole esigenza  si volatizzava come rugiada.

Ho ritrovato un’amica ,che alla mia partenza aveva una speranza nel cuore,
 So che ha raggiunto il suo sogno
Ha trovato finalmente la possibilità di realizzare il suo l’impellente bisogno.
Lenire e riempire quel vuoto, struggente bisogno di fare all’amore.

Quel grande amore tanto agognato
E che nei suoi cantichi, ripetutamente, con grande mitezza ci ha tramandato.
Ora è serena e felice, lo si vede dal viso, dagli occhi lucenti
La sua malinconia , vecchia di anni è ormai passata,
mi si è presentata con la sua abituale risata
la luce nel suo viso si riflette come specchio sul mio volto
Un accenno sottile di laconico sorriso addolcisce e da sospetto inutile non son più accolto

Le nostre strade si separarono fra risa e tormenti.
Ma sappiamo ambedue che son stati felici momenti.
HO RITROVATO Un’amica , ho sorriso apparentemente felice festeggiando  il suo
AMORE

MA NEL MIO CUORE, HO PERSO UNA FIGLIA ,
 DI ESSA MI E’ RIMASTO SOLO  UN LANCINANTE DOLORE.

®© Mario Italo Fucile



giovedì 1 maggio 2014

SI AMA ALLA FINE UN NOME




Odio e Amore due sentimenti apparentemente discordanti.
Ma non è che un volto su marmo scolpito, un sentimento bifronte.
Un Giano che guarda con i medesimi lineamenti di volti.
in modo diverso, lo stesso orizzonte

Alla fine quell’artificiale, Curiosa dissonanza, si sovrappone in un’unica maglia diventando una sola cosa da sistematiche logiche unita.
sentimenti dolorosi e contrastanti  che il torace con dolore attanaglia  
Battiti veloci intense aritmie, attacchi improvvisi ci cambian la vita.

Fili lunghi e microscopici, fanno scivolare i nostri umori in un intricato labirinto.
E’ il CUORE, amorevole nicchia in naturarle e costante movimento.
E’ qui che le due emozioni si perdono a causa dell’orgoglio, da cui hanno attinto.
Valori e pensieri diversi
Ma uniti da un legame comune per certi versi.

….………..….E’ L’ORGOGLIO, SMISURATO, L’INGANNEVOLE IMBROGLIO……….

L’ODIO non è che esagerato egoistico sentimento di chi è in difetto
Di amanti che si cercano, ma non riescono del tutto a ricordare.
Persone che non hanno intuito e accettato una diversa forma di affetto
Cercando sogni, forti passioni, non una vita piatta e banale.

Non si può dare, aspettando riconoscenza,
non si critica mai l’altrui preferenza.
Ma si ama non per essere soltanto accettati.
Si ama e basta non supplicando di esser amati.

È facile voler bene ricordando solo i giorni più belli
Baci, carezze, abbracci e unione di corpi
Si ama anche se con violenze ti riducon ribelli,
La vita è da amare a costo di ricevere per sempre soltanto dei torti.


®© Mario ItaloFucile

I MILLE PEZZI DI UNO SPECCHIO parte II^



@ A. dedicato


…………………………………...E IO SOGNAVO…………………………………...


Come anche il testimone inanimato della tua intimità, avrebbe voluto gridare la sua incontrollata ammirazione e il desiderio di possedere degli arti per poter accarezzare il tuo pube appena ricoperto di impercettibili riccioli scuri.

……………………………………E IO SOGNAVO…………………………………….

Parte del corpo, volutamente proteso in avanti , verso di esso, alla mercé del suo insindacabile giudizio. Che tu sapevi, già a priori, generoso, perché non si può non amare e non baciare un bocciolo in fiore.

……………………………………E IO SOGNAVO……………………………………..

Ecco, ora sai che sei pronta per fasciare la tua aggraziata figura, con quel completino bianco. Due minuscole strisce di stoffa dello stesso colore dei tuoi denti di perla, che risaltano sul volto delizioso e di un magnifico colore di miele caramellato.

Quanta rabbia avrà avuto quello specchio, crocefisso per sempre a quel muro, quanta ira incontrollata per non poterti stringere e accarezzare, mentre gli offrivi inconsciamente in visione le tue grazie; quelle di una regina del Nilo.

…………………………………..E IO SOGNAVO………………………………………..

E’ triste il destino di uno specchio obbligato all’eterna immobilità, destinato per tutta la vita a soffrire in silenzio, senza mai poter baciare una magnifica bocca carnosa, né accarezzare morbidi carni di una aggraziata bellezza felina.

…………………………………..E IO SOGNAVO………………………………………..

Rompiti specchio, fatti in mille pezzi!, ribellati a questo ingrato destino, la morte lo sai è mille volte meno dolorosa di un eterno supplizio. Ma sai che ciò sarebbe un’inutile inganno, una menzogna, una disperata fuga dalla reale bisogna.

…………………………………..E IO SOGNAVO………………………………………….

Rassegnati, vecchio pezzo di inutile vetro, a dover per sempre soffrire, immobile, appeso come un cristo sulla sua croce.

La sua immagine è ormai impressa nei sali d’argento della tua mente che, andando in frantumi, non farà altro che moltiplicare all’infinito con i pezzi, la figura del suo corpo aggraziato e con questo, il ricordo straziante di una dolce madonna, che mai potrai avere.


..E IO NON SOGNO…NON SOGNO…..NON SOGNO…..NON SOGNO…..NON SOGNO…


……………………………………... PIU'……………………………………………………..

®© Mario Italo Fucile