martedì 8 luglio 2014

LA PERLA E IL PESCATORE





Luigina Scudiero


*°*  La perla e il pescatore 

Un legno incrostato d’alghe e molluschi,
dormiente si cullava fra le braccia d’acque incantate
dalla profondità dell’immenso colorate
e dai riflessi del sole
e della  verdeggiante natura contaminate.

Azzurro specchio riflettente un incanto
due legni che sembravan avvinghiati.
Come amanti l’un l’altro sovrapposti,
in una frenetica danza d’amore scomposti.

Immagine riflessa in uno specchio
Dalle onde deformato
Che davano al movimento di questa coppia
L’impressione d’un amplesso incontrollato.

Barca da corda di canapa ad un ottone legata
Donna indifesa al letto ammanettata
Sul fondo un ferro a due punte li tratteneva.
arrugginita e nella sabbia sprofondata.

Giovan aitante pescatore,
col viso bruciato dal sole
coi movimenti aggraziati e sicuri,
guizza veloce come delfino.
Profondo l’oceano
Muscoloso corpo di uomo
volto e fattezze d’un piccolo grande bambino.


Cerca nell’Eden del mondo marino
Per la sua donna che sulla spiaggia l’attende
Il più bel dono in quel mondo divino.

Nuota fra rocce ricoperte di alghe e di valve
di anemoni colorati, fluttuanti
fra variopinte stelle marine, cavallucci
impettiti, sognanti.
Pesci tropicali, d’arcobaleno striati.
luccicanti meduse, lampadari sgargianti.

Lì nella sabbia fra le dorate stelle marine,
fra  conchiglie di forme diverse
nelle profonde acque turchine
La vede
E’ una delle più belle creature
Dormienti nella sabbia supine.

E’ l’ostrica perlacea
Nel suo cofanetto, l’’afrodisiaco dono
Ora è sicuro sa che non ci sarà per lui
 mai più l’abbandono



By Mario Italo Fucile @

domenica 6 luglio 2014

HAREM



Un fantasma vestito di rosa
Appare nella mente mia ansiosa
vola fra le tenebre di una passata esistenza
il suo sorriso di donna è suadente

E’ un volto brillante lucente
Quello di un angelo e di una sposa
Donna che avrei voluto stringer
Fra le mie braccia
Fragile sensibile , un’ode all’amore.
Sconvolgente è il profumo
che riempie la mia mente

Insieme di stanze dorate
Di preziosi tappeti srotolati,
d’ anfore, di gigantesche fontane ,
d’amore e di passione adornate.

Pareti ricoperte di gemme,
d’intarsi colorati e preziosi
Cuscini di seta, sui suoli adagiati
Attendono  che il magnifico corpo
Si posi .

Ignudo, odora di viole e di fiori
Dei profumi dei sogni
E di splendidi amori.

Uno sceicco prostrato ai suoi piedi
Li asciuga con panni di seta
Li bacia riverente, ammaliato
Da sì tanta bellezza estasiato.

Vola sconvolgendo i miei sensi
Si adagia leggiadra sulle lenzuola
D’ un Harem costruito nei sogni
in cui di amanti ce ne sarebbe
per sempre una sola.

by Mario Italo Fucile  ©




sabato 5 luglio 2014

A COSA SERVE UNA VITA




A cosa serve la vita senza un perché
Un semplice atto di amore
Un piccolo gesto
Che possa lenire un dolore

A cosa serve la vita
Se si passa senza vedere
Se si cammina in salita
Perché più in alto si vuole arrivare?

Perché consumiamo i nostri giorni
In dannosi e sciocchi tormenti
In ambiziose frenetiche corse
In inutili cimenti?

A cosa serve voltarsi
Senza guardare
Far finta di non sapere, non voler vedere
Non riuscir ad ascoltare
Le sofferenze,
Le nostre e altrui paure
il bisogno nel cuor nascosto,
non solo la concretezza, quella materiale

Basta poco per tornare sui propri passi
Per capir cosa nella vita vale.

SERVE SOLO

Farla diventare un gioioso carnevale.

Ballando follemente con il pensiero
Scambiandosi l’un l’altro, stelle filanti.
Rosse gialle o di altri pigmenti,
ma tutti sgargianti.
Sempre sorridendo a chi ti fa del male

Offrire un obolo a un mutilato
Contento d’aver capito che non era vero
Eppur felici d’averglielo dato.
Perdonare sempre con il sorriso
Anche colui che ti ferisce,
non solo chi ti capisce

A cosa serve la vita
se dopo di te resta solo un vuoto profondo
Nessun ricordo, né traccia odorosa d’essenza,
In questo mondo.

Il profumo d’una esistenza priva d’eccessi
Anni passati dal lusso, all’astinenza
Piccoli poveri uomini
Senza averi e neppur terreni
Ma che vivono, per questo,
 felici e il più delle volte, molto sereni

Che cosa fare per percorrere una strada diversa?

Essere un cuore che cammina
Un gigantesco orecchio che sa ascoltare
Un naso che fiuta la sofferenza che sta vicina. 
Un animo puro che con altruismo doni una mano
E occhi che vedono in cielo,
 in alto nel limpido e molto lontano.

A che serve la vita se non vuoi far questo?

®© Mario Italo Fucile


mercoledì 2 luglio 2014

LA DAMA IN NERO




Amare è un grande sentimento,
E’ gioia e struggente tormento

Terrore è di sbagliare
D’offender l’altrui sentimento

Lo si fa senza malizia,
non è cattiveria ma solo imperizia.

Si sa il mondo non sa perdonare

È difficile ormai dialogare
due secondi bastano per annullarti,
resti solo, percependo un nefasto presagio,
Senti che voglion cacciarti

Ci metti il cuore, resetti il passato
 sei felice ansioso e senza sospetto
il cuore e l’anima tua tutta,
hai donato
anche se in modo indiretto,

Doveva essere un giorno da festeggiare
era un fiore che volevi donare
Hai toccato il ciel con un dito
Hai guardato le stelle ridenti
Spalancato gli occhi assonnati
Assaporando l’incanto infinito.

Doveva essere un grande ritorno
Al casolare per te disadorno.

illusione


Quanti inverni nella mia vita ho dovuto vedere,
quante lacrime di sangue ghiacciato
quanto amore richiesto e negato.
Quanto grandi le mie delusioni,
altrettante le immense illusioni.

Sapevano che con te portavi l’amore.
 che il dono riproposto era un regalo
solo il solito grave sospetto,
 che volessi lavorare in difetto

Diffidenza

Era un inno a una donna che ho anche amato.
Forse troppo e senza fortuna.
“Torna verme da dove sei venuto
la tua casa è il freddo e la neve”

Solo la morte saprà darti calore,
donna nera sinuosa elegante,
riuscirà a scaldare il mio cuore?

Non aspetterò nemmeno un istante
Il suo capo è di nero adornato
E da essa non verrò di certo cacciato.

ANZI……….

®© Mario Italo Fucile



martedì 1 luglio 2014

LA MIA REGINA ….rivista e aggiornata



immagine di Luigina  Scudiero Poetessa 




Seduto sul bordo del letto
 ricoperto da raffinate lenzuola di seta,
 come il corpo che miro lì avvolto,
insieme di forme aggraziate.

Una silhouette di fragile donna
 rannicchiata come fosse un’infante,
afferra con le braccia il cuscino, 
 come se al petto stringesse un bambino.

Nel sonno profondo che avvolge
l’insieme del suo incantevole essere donna,
scruto pensieroso il suo volto lucente.
 Al chiarore della luna, è una Madonna

Viso sereno, lineamenti perfetti, un volto carino
Un capo sostenuto dallo stelo su cui fior è adagiato.
Capelli scomposti si aprono sul dorato cuscino,
dai suoi stupendi occhi e dalle labbra adornato.

La stanza profuma di muschio e di rosa.

Unico bocciolo che duri,
un fiore che resti per sempre al suo canto
e risvegli in lei  sentimenti più puri.

Sto in silenzio ad osservare le lunghe gambe tornite,
le dita affusolate che si aggrappano con forza al guanciale.

Un serafico sorriso accompagna il suo sogno,
lo vedo nettamente, non è artificiale.

Una carrozza da lamine d’oro
e da pietre preziose, abbellita.
 Cocchio da conducenti di velluto vestiti,
e da bianchi puledri di razza trainati

Il minuscolo piede di fata
si poggia con grazia sul predellino.
foderati sedili di pregiato velluto
color dell’amore,del sangue, 
del cuore, di un felice destino.

aspettano

E ‘l’alba, m’alzo in punta di piedi sereno,
mi sollevo dal bordo del letto,
osservo estasiato quella creatura divina.

Non serve che resti, ormai ne son certo
 non è più una bambina

il tempo è passato

è una notte che aspetto,
ora so, con certezza 
che è diventatauna meravigliosa regina.

®© Mario Italo Fucile