domenica 13 luglio 2014

BIANCA COLOMBA






Luigina Scudiero

*°* Bianca Colomba


Ho vergato su un foglio candido come i miei sentimenti,
con la passione del cuore questi versi,
li dedico ad un amico nello spazio assai lontano
S’è presentato rinunciando all’amor suo
Si  e prostrato ai miei piedi
come sono, mi ha accettata,
colomba  fragile sola ed indifesa.

Semplice essere che, alla mia vita, ha dato colore,
e simile ad adolescente invaghita,
è apparso dinnanzi ai miei occhi
come il mio salvatore.

I baci suoi creano dipendenza
intenso è il desio d’esser accarezzata
come in ogni stupendo struggente bisogno,
gioioso gioco di parti.

Non nelle sue mani concretamente,
ma nel mio sogno.

Far l'amore di notte con te è come il vento!
Il tempo passa veloce in un appassionato tormento.
Ho capito che queste stupende sensazioni,
da qualche tempo dimenticate,
sono necessità nel mio cuore,
e nel mio femmineo bisogno
da appassionate vecchie esperienze inculcate .

Nella mia vita sei ormai ossessione,
seppur come soffio di primavera,
semplice aria che entra da una finestra,
che mi circonda, mi accarezza, mi prende,
ma che alla fine non resta.

Ora, nudo è il tuo egoismo,
son qui fremente che t’aspetto,
vana e inutile attesa
vestita di nulla nel mio letto,
son confusa, sei scomparso,
e non so  e non capisco.

Per paura o per vergogna,
con abbietto tuo cinismo
vieni solo alla bisogna
Ecco ciò che or intuisco.

Son qui sola, con me stessa son rimasta  
Eterna primavera, candida colomba,
Il desiderio che mi manca
Sol nel sogno s’è realizzato.

Nuova storia d’un grande amore,
 Inspiegabile magia agli occhi d’un sognatore!

© Bisserrka  Veliova


sabato 12 luglio 2014

BOCCHE CUCITE



Luigina Scudiero

*°* Bocche Cucite

Calura intensa, sole cocente
Terra ostile per chi vuol essere amante
Donna vestita di nero
Nella piazza furtiva s’aggira.

tutt’intorno scruta furtiva
Nella penombra di alte mura
Arabe pietre, antico borgo
Di tempi passati un vecchio ricordo
Gradini di sassi
Scivolosi  squadrati selciati

Donna vestita di nero
col volto coperto da semplice pizzo
Terra d’impetuose passioni
Di sanguinarie vendette
Schiave all’amore costrette.

Amore fra le casbe di un passato remoto
Figlie vendute per orgoglioso potere
Senza passione né affetto
Matrimoni da tempo già combinati
Tradimenti col sangue lavati
Per pulire onte subite
Da uomini e donne tradite

Bisogno costante di sguardi e calore
Ardore dettato dal desiderio del cuore


Leggiadra, silenziosa, guardinga
Dietro rotonde colonne si cela
Il cuore nel petto come pompa
di passione fortemente  batteva
Fra sudori umori passioni
Il suo desiderio man mano cresceva.

Una mano l’afferrò alla vita
Dopo aver varcato un portone .

Un bacio ardente sugellò quella bocca
In quel millenario lurido androne
Il velo scivolò stancamente sulle sue spalle
Mani frugarono fra morbide valli.

Bocche sigillate in un fragoroso silenzio.
Sospiri trattenuti
Occhi riversi all’indietro
Sguardi pria compiaciuti.
Sugello d’amore
Bocche cucite, labbra legate.

Passioni omertose,
Sotto cieli di pietra consunte.
Figure sul freddo selciato abbracciate

Corpi che s’intrecciano
Con passioni represse
Bocche cucite
Da esplosiva passione legate

Bocche profumate e carnose
Bocche cucite, silenzio  assoluto
Fragore d’ardore
Omertà d’amore.

© Mario Italo Fucile




giovedì 10 luglio 2014

MINA VAGANTE




Amare per essere amato
Consigliare per esser accettato
Urlare per non essere picchiato
Fingere per essere capito
Esplodere per non essere fermato.

Mina vagante, anima sensibile
Che intuisce
Che vede dove non deve
Che fa quel che non potrebbe

Geme il suo cuore straziato
osservando
L’uragano che s’avvicina
Pernicioso verso chi ama
e accanto a sé cammina.

Esce dalla gola sua
L’uragano che ha nei polmoni
Urla con fragore,
grida disperate
voce dolorosa del suo cuore.

Trattiene, strattona chi ama
Perché è la felicità sua che brama

Cavaliere errante
moderno Don Chisciotte
In quel mondo disastrato,
anaffettivo,
non amore, solo botte.

Così anche nel presente
Nel prossimo passato
E nel futuro
in questo mondo,
di sangue assetato.

Urla, strattona color che ama
Stupida illusione  di cambiare il mondo
e come allora,
costantemente  bistrattato.

Nessuno lo ascolta né lo ascolterà mai.

E’ vissuto come un lupo
Annusando nell’aria la minaccia
La sente, ne  fiuta da vicino ogni traccia.

Come canide nella buia foresta,
si ferma, annusa e poi s’arresta
Azzanna la donna che tanto ama
Le grida, “fermati, dal pericolo sta lontana”.

Ma come allora, non vien  ascoltato,
solo deriso e persino allontanato.
Lo coglie delusione, rabbia cocente
per aspettative disilluse
Non è  certo questo
che si sarebbe aspettato.

Già, la morte l’ha vista troppe volte
Riflessa nell’altrui occhi
E  non ha timor di certo
di questo mondo di schiocchi.

Di questo sistema si è or  stancato
È tutta una vita che è amareggiato.
Non c’è riuscito prima,
e sa che neppure ora,
da chi protegger da inutili sofferenze
 non verrà di certo amato.

Ha un solo modo per restar sereno,
amar intensamente se stesso,
allontanarsi da questo mondo,
 prendendo un immaginario,
fantasioso  colorato treno.


© by Mario Italo Fucile



mercoledì 9 luglio 2014

CERBIATTA



Luigina Scudiero

*°* Cerbiatta
                                  
Muoveva sinuosa i suoi fianchi
Ancheggiando come puledra di razza
Il suo corpo slanciato e aggraziato
Si agitava in spasmi d’ardore.

I suoi zoccoli mordevan il terreno
Ricoperto d’erba e di fiori
Lasciando segni indelebili
Di evidenti repressi ardori

Annusava nervosa nell’aria
Alla ricerca di odore di maschio
I suoi occhi sbarrati gurdavan
Speranzosi fra la flora nel bosco,
cercando l’amore nascosto.

Cerbiatta perennemente in calore,
alla ricerca di giochi proibiti.
Di gioiosi momenti,
di felici focosi tormenti.

Donna dai lineamenti slanciati,
sguardo acuto avvincente
La fragranza del corpo e del sesso
Attirava del re della foresta
desiderio da tempo compresso.

Donna al suo pari non c’era
Amante perfetta
Bambina sincera.

Amava giocare con innocenza
Senza represse ipocrisie
di giorno di meriggio e di sera.

Animale perfetta e di razza,
cerbiatta dai grandi occhi sinceri,
dai capelli corvini.

Pupille dilatate di notte
Per scrutare antri proibiti,
posti nascosti e più neri.

Un corpo piacente e sinuoso,
un collo da mordere e da tenere
Un insieme di membra corposo
da prendere senza aspettare.

Assieme di morte e di vita,
struggente attimo d’intenso piacere
innamorati non solo del corpo
ma del motore di questo godere.

Un cuore grande di donna
Un volto triste ma di madonna
La felicità e la gioia di chi sa donare
il frutto di ciò
che  non ha avuto e desiderava avere.

Corriamo assieme nella foresta
Senza tabù o falsi pudori
Facendo d’ogni attimo di vita,
una grande bellissima festa.

©  by Mario Italo Fucile