martedì 16 dicembre 2014

SCRIVIAMO, SCRIVIAMO SEMPRE...



Scriviamo sempre,
 è un modo per non dimenticare
scriviamo di getto
scriviamo velocemente
così le parole saranno solo vere
quelle che non sono filtrate dalle paure
scriviamo con la mente ma anche con il cuore
Sì scriviamo e parliamo di tutto
quel tutto che alla fine ha un solo nome…

…Amore…

Ascoltiamo ciò che il ventre dice
l'altra nostra mente
ragioniamo senza pensare
scriviamo senza dettare
coloriamo di pastelli un foglio vuoto di sentimenti
riempiamolo di macchie
o di parole

Non importa cosa,
quando o il perché,
ma scriviamo e facciamo leggere ciò che di vero in noi c'è
senza timor alcuno
perché è questa la vera forza
la libertà di essere deboli
e camminare nudi senza vergogna
spogliandoci della diffidenza
e dell'ipocrisia
vesti bianche contaminate dalla sporcizia
che il lor candore smorza

Scriviamo, scriviamo oppur scrivete
ciò che è vero
o che giusto ritenete.


© Mario Italo Fucile
tutti i diritti riservati

giovedì 11 dicembre 2014

IL TEMPO PER CAMBIARE




Non c’è rancore ma sol rimpianto
non c’è dolor ma nostalgia
della soave voce tua , dei tuoi scritti
e del tuo amoroso canto.

Sei nel mio pensiero costantemente 
 per me nell'aire non sei svanita 
oh dolce spirito avvolto nel caldo manto
della passione impetuosa e così struggente.

Gira la  leggiadra tua figura 
fra gli oscuri meandri della mia mente,
alla  linfa che nelle mie vene scorre,
incatenata saldamente
 alimentando con cellule di ricordi
 il cuor e la mia vita.

Ho avvelenato col fiele amaro d'indifferenza
i pochi gioiosi momenti della tua esistenza
hai ascoltato  paziente e comprensiva la sofferenza mia
mentre la tua anima traboccava di soffocata malinconia.

Sordo egoismo non ha udito
grida lancinanti di solitudine e di dolore
che dal tuo petto si spandevano all’infinito
non t’ho saputo dar ciò che volevi
solo ascolto e un po’ d’amore,
non era molto ciò che tu chiedevi.


Saziarmi non posso dei cantici del cuor tuo
deliziar il mio pensier di brevi pause
nei versi, sì assordanti,
puntini che precedean parole anche angoscianti
sospese come minacciosi cirri in  ciel sereno.

Sol reminiscenze di felici sogni e sfocati incanti 
Or la tua agognata amicizia  è venuta meno.

Non è ferito orgoglio che rapporto aliena 
che impedisce alla mia tremante man 
di vergar su pergamena
una frase, delle lettere e ciò che nessun ignora 

…Io lo sai cara amica ti penso ancora…

Come angelo sulla mia spalla ti sei posata
per troppo poco tempo
poi sei scappata. 

Che sian liete per te queste giornate
sperando che comprenda  perché io scrivo,
che queste mie parole non siano da te dimenticate
 né con innocenza di cuor,
…. mal   interpretate….


© Mario Italo Fucile 


sabato 6 dicembre 2014

NON C'E' GELO CHE TENGA





Nessuno potrà mai soffocare con alito caldo di speranza.   
ciò che nell’ignoranza e nella cattiveria s’alimenta,
gelo che nella notte di solitudine,
 brividi di disperazione creano.

Solo i germogli che nel cuor nostro trovan dimora,
radicate  radici nella profondità delle emozioni più belle,
quelle che non sentono freddo,
 ma oltre i ghiacci e la neve inspessita
guardano con ostinata speranza solo le stelle,
scorgendo in quella luce una nuova vita......

..Sopravvivranno al vento che soffia con ostinata insistenza
nelle notti più buie e più fredde
là dove un uomo ha calpestato una serena esistenza
 facendo eco all’ululato dei lupi,
un suono che fra i ghiacci aprirà ulteriori dirupi,
mentre il candore di candidi cristalli,
stelle  perfette di acqua gelata
si macchierà fra le rocce  di  terra infangata.

Quel germoglio fino allora assopito e dormiente
si sveglierà crescendo nel niente,
i magnifici coloratissimi suoi fiori
spanderanno nel vento profumatissimi odori.

Coloreranno con l’intensità del loro manto
vellutati petali, soffici come può essere un guanto,
l’intera superfice ghiacciata
che del loro riflesso verrà ammantata.

Ogni sguardo sul panorama si poserà sbalordito
su questo piccolo miracolo per l’uomo inaudito
che spalancherà a quell'individuo distratto
nuove visuali di vita
pria soffocate dal gelo dell’anima d'una miseria inaudita


Immagine suggerita da Ave Lepre tratta da WEB

Poesia di Mario Italo Fucile
© tutti i diritti riservati






lunedì 24 novembre 2014

TEMPESTA E RISACCA





Sii come l’acqua del mare
Come le sue onde nervose
Come correnti che scorrono
nei fondali sabbiosi
in caldi vortici ascendenti
o in altri di cui diffidar più  perniciosi.

Sii onda distruttiva e tempestosa
sii risacca che accarezza la spiaggia
sii amore passionale e violento
sii ardore quando spinto dal vento

Sii abisso come lo è il tuo cuore
profondità di pensieri e d’amore
vorticosi siano i tuoi sentimenti
angosciosi e violenti i tormenti

Ma sii anche marea dolce e dorata
dalla luce dell’alba adornata
da riflessi rosati fra le ciocche tue bionde
accarezzate dal vento del Sahara
dolce scirocco che increspa le onde
e rende dolce la vita anziché più amara

Sii serenità come il tavolato del mare
lucente specchio del vero cantare
di sirene adagiate accattivanti su scogli
donne dal corpo promiscuo
da occhi ammiccanti
e da fianchi stupendi e già spogli
dal desiderio impaziente d’amore
che catturano del mare i viandanti.

Sii fauna e flora del mare
anemoni variopinti fra capelli intrecciati
Coi piccoli seni eretti e da donare
a bocche avide di giovin pescatori impacciati.

Sii tempesta quando doni il tuo corpo
Sii risacca allorché  doni un sorriso
Non lasciar che sale di tristezza corroda
I perlacei tuoi denti o il tuo viso.

© Mario Italo Fucile
tutti i diritti riservati



sabato 22 novembre 2014

COPERTA INTRECCIO D'AMORE ( rivista e corretta )






Ti scorgo….

Osservi pensierosa in una tazza
quel liquido di fior profumato
sale il vapore accarezzando di calor il tuo viso
scivola l’elisir fra le labbra formose
scende dolcemente addolcendo la gola
per riempir alla fine il tuo petto.

Il tuo fragile essere ha bisogno d’amore,
di notte ti manca qualcuno che scaldi il tuo letto
sei nuda coperta di un velo di niente.

Fisso il tuo corpo armonioso e assai attraente
I capelli, il tuo viso, la tua bocca, la lunga chioma cadente
sulle rotondeggianti spalle delicate e carnose.

... Un corpo di donna a dir poco stupefacente…
Essere celestiale che vorrei tanto baciare
Il cui corpo, con mani frementi e curiose esplorare
quanto desio da parte mia, quanta gaiezza
un sogno avveratosi
una  totale felicità e spensieratezza.

Come ambirei esser coperta
coltre che ti avvolga completamente,
 per non lasciarti mai sola nel dubbio o nella tristezza,
 e scacciar quell’ombra che attraversa la mente

Malinconie passate che lasciano solo amarezza,
un freddo interiore che trapunta di seta può mitigare,
ti prego, avvolgiti di me….
 …e non farti mai più abbandonare.


© Mario Italo Fucile

tutti i diritti riservati