mercoledì 15 aprile 2015

LA GAZZELLA DEL DESERTO



*°*Mario Italo Fucile


Batto velocemente i tasti
non guardo il video luminescente
chiudo i miei occhi e appare il tuo volto
 
liscio giovanile e assai ridente.

Donna che vivi in un paese lontano
in cui l'amore è contenuto e represso
difficile è guardarsi negli occhi
in un silenzio fragoroso e assai strano.

Biondi capelli di seta incorniciano il volto
occhiali scuri celano perle o diamanti
un sorriso delizioso
occhi che penso ammiccanti
in un viso dolce e radioso
mani affusolate ed invitanti
soffici come se fossero guanti.

Donna che odi la guerra ed ami la pace
cammini fra le strade polverose vicino al deserto
ti muovi con la grazia d'una gazzella
e il portamento d'una dolce fanciulla
che acceca coi suoi denti perlacei
qualunque luminosissima stella.

Fra le amiche sei la più assidua e gentile
ti piaccion le storie struggenti d'amore
so che quando le leggi batte forte il tuo cuore
e le palme che s'inchinano per referenza
al tuo passaggio,
come tutti i tuoi amici di te.....
non sanno star senza.



© Marco De Re

LEGATI A ME PER SEMPRE




*°* Mario Italo Fucile

Allungo la  mano nel mio letto
 ti cerco al mio fianco inutilmente
stringo con rabbia il pugno chiuso
poggiandolo al mio petto or dolente

Apro gli occhi delusa e costernata
senza di te sarà una lunghissima  giornata
sei lontano, è molto che ti aspetto
nella mia vita, alla mia tavola, e nel mio letto.

Hai posseduto come un fantasma
la mia anima e il mio corpo
e come demone cacciarti più non posso
né dal cuor né dalla mente
in cui ti sei insinuato in modo subdolo e permanente.

Allungo disperata la mia mano
cerco il dorso della tua
ma lo faccio invano

Ogni fatica mi par sì vana
 da te sono assente e son lontana
stringimi ti prego con calore
la distanza che ci separa mi crea dolore
ma  sparirà ne son sicura
se ancora in te il nostro amore nel cuore dura.

Legati a me con un senso di passione
uniamo i nostri polsi con un fiocco
che giunga dal tuo paese come scirocco
e svanirà per sempre la mia ossessione.

© Bisserka Veliova

Immagine da Web

lunedì 13 aprile 2015

OLOCAUSTO




( Armenia 1915-1918 )
anniversario dei 100 anni il 24 Aprile.



L’odio procura lo stesso intenso piacer dell’amore
perfidia d’ un sistema neuronale
di perversi sentimenti  inconsci
di mostri  nella mente profondamente sepolti
e nell’intimo da noi stessi  nascosti.  

Nascono amori, intense durature passioni
ma non solo, anche aberranti atti
 scellerati conflitti dovuti a rancori
a sete di potenza, un modo perverso
che rispetto all’amore e all’affetto,
 è un sentimento assai controverso.

Non può esserci pace costruita sulle armi
che siano esse fatte di lame affilate
o da letali ordigni che lasciano sul terreno
membra  spezzate, ferite nell’altrui carni
e speranze per sempre dilaniate.

Sangue si sparge annerendo il terreno
figlio di profezie ogni volta  più nere
fame di potere di soldi di terra
bramosia di sottomettere l’altrui  libertà
e il giusto volere.


Di violentare donne come fossero cose
per soddisfare un animalesco fugace piacere.

Le stesse armi da noi inventate
sono le  medesime che le genti hanno impoverite.

Sono canne fumanti che appoggeremo alla testa
grilletti che premeremo per far fuoriuscire l’ultimo colpo
allorché gli amori che non abbiam voluto ascoltare
giaceranno, corpi supini, vitrei occhi e posa funesta.

Soffocando nel profondo del petto quel grido straziante  
quella supplica che avrebbero voluto con forza gridare
pronunciando soltanto di essa alcune iniziali
poiché lame affilate han reciso per sempre le lor corde vocali….

…….PA….CE…..

© Mario Italo Fucile






giovedì 9 aprile 2015

STATUA DORATA




Distesa nella sabbia cocente,
 solo l’ abbraccio  del  sole ti copre,
granelli microscopici ai raggi luminescenti,
brillano sul tuo corpo  come diamanti.

Spighe di fieno sospinte dal vento,
 i tuoi  capelli si muovono in una danza incantata,
filiformi elementi di seta dorata
aperti a ventaglio sulla spiaggia di conchiglie adornata.

In quel luogo fiabesco composto da terra e da cielo,
che funge da protezione e unico velo
come la volta d’un palazzo fiabesco
 d’una antica reggia che è unico affresco.

Numerosissime perle,
variopinte le gemme sul tuo corpo adagiate,
dal cielo cadute,
attendono  frementi una mano tremante
che le colga come gocce di sudore inebriante.

 Prezioso elemento profumato  di mare, di cielo e di sole,
da porgerti in dono in perlacea  conchiglia,
 nei fondali raccolta  con gran meraviglia.

Sfioran le mani del giovane dal petto villoso, i tuoi fianchi,
 le spalle, il ventre,  i tuoi seni,
le labbra prominenti profumate e carnose,
con frenesia per desiderio da tanto represso
alla visione di sì tanta stupefacente bellezza
dal tuo corpo aggraziato invitante e sinuoso  
ma anche di semplice amor desideroso.

© Mario Italo Fucile



martedì 7 aprile 2015

SEI FARO




Sei luce che fende la nebbia
lama di speranza illuminata
sei mano tesa per donare salvezza
ad un profugo che arranca nell'acqua agitata

In tempestosi flutti di mare
 movimenti dell'anima
tormenti di mente e di cuore
ansie passate, freddo, buio assoluto
e mancanza d'amore.

Sei faro saldamente cementato alle rocce
che resiste a burrasche e a fortunali
a folate di vento, a maestrali

Torre con occhio attento e paziente
indichi ai naufraghi la via della speranza
l'approdo sicuro, il porto vicino
il calore d'un focolare al centro d' una misera stanza
la sicurezza e la pace imminente della famiglia
odore di cibo di  donna e del tuo caro bambino.

Arranco aggrappato ad un tronco
nuoto annaspando in questo gelido mondo
guardando con occhi velati di pianto
quella luce lontana quel faro incandescente e rotondo

Raggio e soffusa carezza
che avvolge l'anima mia di gioia e certezza
scaldando d'amore il mio cuore e il mio corpo
tendendomi la sua luminosissima mano.

La pelle delle mie membra da sale raggrinzita
or si stende,  s'ammorbidisce, si stira 
digrignar di denti non s’ode
naufrago d'amore da sole artificiale baciato
che come quello vero ti sfiora,  non ti ferisce
anche se ancora un piccolo tarlo la mente corrode


© Mario Italo Fucile