mercoledì 18 giugno 2014

IL TRENO A VAPORE




Uno sbuffo di vapore si eleva nel cielo sereno e assolato.
un sibilo acuto strazia  un etereo silenzio fra i boschi,
 Il percorso sicuro, da ruote d’acciaio e dal vento, è accompagnato.
Ferree, lunghe rotaie unite da traverse di quercia dai colori forti e
un po’ foschi.

Dal finestrino visi ridenti e sguardi sognanti scompaiono.
In un attimo, fronti segnate da rigature di aspro sudore,
al mio sguardo attento, in un fulmine di pensierosa tristezza
nel mio cuore appaiono.

Vestiti di stracci, vecchi rattoppati pezzi di stoffa
non sembrano certo turisti o viaggianti incalliti.
La figura di tutta quella gente ammassata sui sedili è ora più goffa,
né appaiono a parer mio né sorridenti né divertiti.

I fuochisti spalan carbone nella fornace con velocità inaudita,
la macchina dal corpo tondeggiante e dal muso affilato scorre veloce
fuggendo, sospinta dalla pressione di bollente vapore,
verso una meta già definita

 Macchinisti sudici, ricoperti d’impercettibile polvere dal grigio colore,
Il volto dal fuoco illuminato,
 le muscolose braccia, sporche e annerite, son lucide del loro sudore,

IMPRECANO

Svetta veloce il corpo ferroso,
dalla massa robusta e annerita,
atavica memoria di forti emozioni,
di fanciulleschi ricordi di un tempo gioioso,

Macchina sbuffante tanto cara a me molto gradita,
la sua nostalgica visione fu per i miei occhi,
molte volte capriccio impellente e lamentoso .

Immagini in grigio antracite, un susseguirsi veloce di movimenti,
continui abbaglianti flash che guardavamo sereni in una sala dorata.

CINEMA

Ragazzi felici per la bella, felice, divertente giornata.

Ma ora è diverso, i volti che vedo scrutano il cielo pensierosi e adombrati,
Il vento scompiglia i biondi capelli di donne con i seni di stracci adornati.

Non è certo una sala dai sedili vellutati di rosso che ora le attende,
ma paesi lontani e sconosciuti; miniere, cotonifici, faticosi lavori.

Umili tenebrose fredde baracche di legno da abitare.
 Strane lingue e idiomi di difficile comprensione da imparare
Vecchie speranze già abbandonate,
nuovi sogni da coltivare
Un nuovo futuro, in un paese ancor sconosciuto,
ostile e  tutto ancora da ricreare
con la forza e il coraggio di chi è disperato.


®© Mario Italo Fucile

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